Il mistero dei fenicotteri rosa

Piove. E io non riesco a pensare ad altro che ai fenicotteri rosa.

Il fenicottero ha sempre esercitato su di me un fascino incredibile e tanta curiosità. Zampe lunghe da ballerina, scheletriche, due fili sottili su cui si regge l’intero peso della sua buffa figura, corpo di nuvola piumata, il collo è una sinuosa “S”, il becco una virgola. Eppure, è un mistero come una creatura tanto bizzarra possa anche essere incredibilmente elegante. In volo il suo corpo diventa una linea retta, tesa ma senza sforzo. Le ali accarezzano l’aria con cadenza ritmica e lenta e quando decide di fermarsi, volteggia per poi planare a pelo d’acqua, rimanendo per un attimo sospeso prima di atterrare, immobile, congelato nella sua bellezza.

Strano. Perché nel suo nome il fenicottero porta la radice del cambiamento e del rinnovamento. Phoenix e Pteron, ala purpurea, ala di Fenice. Livrea che cambia colore, si evolve, si adatta. Rinasce.

Piove stasera. Ma io penso ai fenicotteri rosa. Penso a quando sarà primavera e poi ancora estate, e dal treno, attraversando la Maremma, rivedrò di nuovo quella nuvola rosa sospesa e ondeggiante. Sarà per una manciata di secondi. Ma sarà.

Annunci