Fiori d’acciaio

La donna è una creatura strana e meravigliosa, forte e fragile, capace di dare la vita, di rinnovarsi, rialzarsi dopo aver ricevuto colpi mortali. Eppure la donna molto spesso dimentica di essere tutto ciò, seppellita dall’insicurezza che si procura da sola o che le viene procurata e allo stesso tempo obbligandosi, oggigiorno, ad essere molto più “uomo” di ciò che dovrebbe o vorrebbe essere. Donna deriva dal latino domina, “Signora”. Curiosamente domina e domus, “casa”, hanno la stessa radice etimologica. E cosa è una casa se non il luogo dell’accoglienza, del calore, della sicurezza. Ma prima di essere accogliente con gli altri, una donna deve imparare ad accogliere se stessa, i propri limiti, paure, debolezze, punti di forza, le proprie scelte. Tante scelte siamo chiamate a fare, a volte impopolari, difficili, laceranti, scelte che lasciano cicatrici visibili nel tempo, dettate dall’istinto di sopravvivenza, dal desiderio di crescere o semplicemente dall’amore. E quando una scelta è fatta con amore può produrre dolore, indubbiamente. Paura, anche. Ma non può, non deve produrre senso di colpa, di inadeguatezza. Ecco, noi donne dovremmo essere un po’ più accoglienti con noi stesse, madri e figlie e compagne di noi stesse prima che di qualcun altro. Perché non c’è niente di più potente, deflagrante, gioioso e grandioso di una donna che sa chi è, che si ama per ciò che è, che ammette  i propri limiti cercando di superarli o scegliendo la via dell’accettazione, una donna che sa cosa vuole e cosa no. Non c’è niente di più delicato, dolce e insieme tenace di una donna che si abbandona a se stessa e sa perdonarsi.

Non me ne vogliano gli uomini, non è un discorso femminista il mio, di affermazione di superiorità morale o intellettuale o fisica della donna sull’uomo. Credo fermamente che uomo e donna debbano essere uguali nei diritti, intercambiabili nella vita quotidiana, ma che siano anche profondamente diversi per natura e la ricerca di una uguaglianza a tutti i costi, di un livellamento delle reciproche fisiologiche differenze, porti più danno che beneficio. Entrambi sono indispensabili. Entrambi possono essere creature straordinarie. Detto ciò, le cose più positive nella vita mi sono accadute quando ho accettato me stessa e le conseguenze delle mie scelte, con serenità. Quando ho smesso di sentirmi in colpa per ciò che non ero e ho iniziato ad essere felice per ciò che ero o che stavo cercando di essere. E allora è stata primavera, dentro di me.

(Foto personale)

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