Anticorpi

In questo periodo il regionale veloce, di sabato mattina, è tutto un sali-scendi di liceali che vanno al mare sul litorale. Ragazze in pantaloncini e borse di vimini H&M, olio protettivo illuminante per i capelli, creme solari già usate l’anno scorso che le faranno rosolare come faraone al forno, lip gloss gusto papaya e maracuya.  Ragazzi zainetto sgonfio in spalla, dentro solo il telo da mare e forse un panino col salame, il pallone ovviamente in mano, che come c’è spazio a sufficienza un paio di scambi di testa ci scappano subito. Viaggiano leggeri, loro. A quell’età tutto è superfluo (tranne il cellulare), niente è realmente indispensabile. Crescendo si diventa più previdenti: maglietta e costume di ricambio, libro, bottiglietta d’acqua, foulard per la testa che sennò al sole mi incoccio, pettine, fazzolettini bagnati che se poi non trovo una fontanella le mani come me le lavo per mangiare? A 15 anni le mani non te le lavi e sulla spiaggia insieme a pane e salame mangi anche la sabbia in cui ti sei panato come una cotoletta per giocare a pallone sul bagnasciuga. A 15 anni hai anticorpi più grandi di te. Crescendo si diventa previdenti, sì, ma anche più fragili e pesanti, come la valigia che ci si tira dietro quando si parte. Posso tornare ad avere 15 anni?

Annunci