Gallura on my mind

Mare a perdita d’occhio ieri. Oggi, ascoltare jazz percorrendo in macchina i tornanti che attraversano questa campagna montagnosa e silente, rende il paesaggio più dolce. Ogni curva un accento, ogni nota una folata di vento gentile. Campi gialli e brulli su cui spiccano lecci, querce da sughero e oleastri. Cumuli di pietre che sembrano essere state messe lì millenni fa, ammonticchiate da mani di gigante. Tempio Pausania sta lì, silenziosa anche lei, con la Cattedrale di San Pietro Apostolo semplice e povera, fatta di pietra grezza e mattoni rossi e luce che filtra polverosa, come le chiese che piacciono a me. Muri di mattoni, anziani sulle panchine di Via Roma che parlano in dialetto, balconi di ferro battuto, imposte socchiuse, ombre oblique, vicoli deserti. Un’altalena cigola nel giardino comunale.
(Foto personale)

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